Cervicalgia · Lombalgia · Sciatalgia · Ernia discale

“Le ho provate tutte.” È una delle frasi che sento più spesso.

Hai già provato di tutto, ma il dolore continua a tornare?

Forse non ti serve l’ennesimo trattamento. Prima di decidere cosa fare, serve capire meglio il problema e mettere ordine in tutto ciò che è già stato fatto.

Farmaci, esercizi, terapie, manipolazioni, visite, esami. Quando hai già provato strade diverse ma il dolore continua a tornare, è facile non sapere più quale sia il passo successivo.

Prima valuto. Poi tratto. Infine verifico. Se dalla valutazione emerge qualcosa che richiede un approfondimento medico, la priorità diventa quella: approfondire prima di trattare.

Marco Santilli · Fisioterapista · Oltre 10 anni di esperienza in ambito neurochirurgico · Attività scientifica e pubblicazioni indicizzate

10+ anni in ambito neurochirurgico · Attività scientifica

Marco Santilli, fisioterapista
10+ anniin ambito neurochirurgico
Screeningneurologico quando indicato
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5 seditra Molise, Campania e Lazio
Dopo tanti tentativi

Aver provato molte cose non significa aver capito meglio il problema.

Anche un trattamento ben eseguito può essere poco utile se non è ciò di cui hai bisogno in quel momento.

Quando una persona arriva stanca di pareri diversi e di tentativi che non hanno dato una direzione chiara, non serve aggiungere un’altra promessa. Serve capire che cosa è già stato fatto, che cosa ha aiutato, che cosa no e che cosa manca ancora da chiarire.

Due persone con sciatalgia possono avere storie, sintomi, segni clinici e livelli di tolleranza al carico molto diversi. Allo stesso modo, immagini radiologiche simili possono accompagnarsi a quadri clinici differenti.

Il referto è un pezzo del puzzle. I sintomi sono un altro. La valutazione serve a capire come quei pezzi si combinano tra loro.
Il primo obiettivo non è fare di più.
È capire quale sia il passo successivo più sensato.
Quando senti di averle provate tutte

Dietro quella frase, spesso, ci sono storie fatte di tentativi come questi.

01

“Passa… poi torna.”

Riposo, farmaci o trattamenti danno sollievo, ma quando torni a guidare, lavorare, allenarti o aumentare il carico il problema ricompare.

02

“Ho un’ernia. Quindi è quello?”

Hai una RM con parole che preoccupano, ma non sai quanto quel referto sia davvero coerente con ciò che senti.

03

“Ho formicolio o dolore alla gamba.”

Ti chiedi se il sistema nervoso sia coinvolto e se il quadro richieda un approfondimento più rapido.

04

“Mi hanno dato tanti esercizi.”

Li fai, ma non sai quali ti stiano davvero aiutando, quando aumentarli e quando fermarti.

05

“Ho paura di peggiorare.”

Hai iniziato a evitare movimenti, sport o attività quotidiane perché temi di peggiorare e non sai fin dove puoi spingerti.

06

“Ognuno mi dice una cosa diversa.”

Hai raccolto pareri, referti e consigli, ma ti manca una direzione chiara: cosa fare adesso, cosa monitorare e quando cambiare strada.

Il mio approccio

Non parto dalla tecnica. Parto da ciò che emerge dalla valutazione.

Terapia manuale, esercizio e manipolazioni possono essere strumenti utili. Ma nessuna tecnica, da sola, può dirti quale sia la priorità del caso.

Prima di intervenire voglio capire quali informazioni contano davvero, quali test possiamo usare come riferimento, se ci sono elementi neurologici da approfondire e che cosa dovremo ricontrollare dopo.

Prima di decidere cosa fare, voglio sapere che cosa devo monitorare, che cosa posso verificare e quali segnali non devo perdere di vista.

È così che il trattamento smette di essere un tentativo isolato e diventa parte di un percorso ragionato e verificabile.

Come lavoro

Test → trattamento → verifica.

Tre passaggi semplici da capire. Il modo in cui li applico cambia da caso a caso.

1

TEST — Stabilisco un punto di partenza

Ricostruisco la storia, valuto ciò che aumenta o riduce i sintomi e scelgo movimenti, attività o test da usare come riferimento. Quando serve, integro lo screening neurologico.

2

TRATTAMENTO — Intervengo se è indicato

Possono entrare in gioco terapia manuale, manipolazioni, esercizio e gestione del carico. La tecnica viene scelta dopo la valutazione, non prima.

3

VERIFICA — Ricontrollo ciò che conta

Ripeto i test o i movimenti che ci hanno dato informazioni utili. Non mi interessa soltanto sapere “come ti senti adesso”: voglio capire se è cambiato qualcosa che possa orientare il passo successivo.

Se la risposta non è quella che ci aspettavamo, non continuo per inerzia.

Rivaluto. Modifico la strategia. Adatto il carico. Oppure, quando serve, consiglio un approfondimento.

Il principio che non cambiaLa tecnica viene dopo. Prima bisogna capire se, quando e perché usarla.
Quando i sintomi possono coinvolgere il sistema nervoso

Prima di una manipolazione vertebrale, voglio sapere cosa mi sta dicendo il sistema nervoso.

Sciatalgia, cervicalobrachialgia, formicolii, alterazioni della sensibilità o sensazione di debolezza cambiano il modo in cui valuto il caso.

Lo screening neurologico non è un passaggio accessorio: serve a raccogliere informazioni che possono cambiare la priorità, il trattamento o la necessità di un approfondimento.

Valutazione reale in ambulatorio
Forza e funzioneConfronto tra i distretti pertinenti e verifica della coerenza con il resto del quadro.
Sensibilità e riflessiQuando indicato, raccolgo informazioni utili sulla funzione neurologica.
NeurodinamicaTest selezionati per osservare la risposta del sistema nervoso a determinate posizioni e movimenti.
Segni che cambiano la prioritàSe emergono deficit progressivi o altri segnali che meritano attenzione, l’approfondimento viene prima del trattamento.

Non tutto ciò che arriva in uno studio di fisioterapia richiede necessariamente un trattamento fisioterapico.

Trattamento reale in studio
Manipolazioni vertebrali

Le manipolazioni sono uno strumento. Non sono il mio metodo.

Il nome del sito può far pensare che la manipolazione sia il punto di partenza. In realtà non funziona così.

Una manipolazione ha senso soltanto se è coerente con la valutazione, non emergono controindicazioni e il paziente è d’accordo. Quando la utilizzo, voglio sapere perché la sto scegliendo e che cosa ricontrollare subito dopo.

Prima

Scelgo uno o più riferimenti da ricontrollare: un movimento, un sintomo, un gesto o un test.

Durante

La tecnica viene scelta e spiegata in base al quadro clinico. Non è un automatismo.

Dopo

Ripeto ciò che avevamo osservato prima. Se non cambia nulla di utile, anche questo è un dato.

Se una manipolazione non è indicata, non la faccio solo perché è il motivo per cui sei arrivato.
Risonanza, TAC e referti

La risonanza conta. Ma non decide da sola.

“Ho un’ernia.” È un’informazione importante. La domanda successiva è: quanto ciò che si vede è coerente con i sintomi e con ciò che emerge dalla valutazione?

Se hai RM, TAC, radiografie o referti di visite specialistiche, portali con te. L’obiettivo non è minimizzare il referto né trasformarlo in una sentenza: è inserirlo nel contesto clinico.

Referto + sintomi + esame clinico + andamento nel tempo = quadro da interpretare
Valutazione della risonanza magnetica e della documentazione clinica
Una cosa importante prima di prenotare

Non tutto va trattato. E non tutto va trattato subito.

Per me lavorare in modo appropriato significa anche questo: decidere non soltanto come trattare, ma anche se sia il momento giusto per farlo.

Se una manipolazione non è indicata, non la faccio.
Se non vedo un motivo per prolungare un percorso, preferisco dirtelo.
Se emergono elementi che richiedono un approfondimento medico, la priorità è approfondire, non trattare.

A volte la scelta più sensata è trattare. A volte rivalutare. A volte coinvolgere lo specialista giusto.

Marco Santilli, fisioterapista
Perché lavoro in questo modo

L’esperienza maturata in oltre dieci anni di lavoro in neurochirurgia ha cambiato il mio modo di valutare i problemi della colonna.

Sono Marco Santilli, fisioterapista. Per oltre dieci anni ho lavorato nell’ambito della neurochirurgia presso l’IRCCS Neuromed.

La mia esperienza si è costruita lavorando con pazienti con patologie della colonna, seguendo percorsi post-operatori e confrontandomi quotidianamente con l’équipe, anche di fronte a quadri neurologici complessi. A questo si sono aggiunte attività didattiche universitarie, formazione e ricerca scientifica.

Quell’esperienza mi ha lasciato un principio concreto: riconoscere quando un caso può essere gestito in modo conservativo è importante quanto riconoscere quando serve un approfondimento medico o specialistico.

Esperienza in neurochirurgia
Attività scientifica
Rete multidisciplinare

Ricerca e attività scientifica

Cerco di mantenere il lavoro clinico ancorato alla letteratura scientifica, all’aggiornamento e alla verifica critica delle scelte. Puoi consultare direttamente i profili con le pubblicazioni.

Rete specialistica

Quando il caso richiede competenze diverse dalle mie, è giusto coinvolgere lo specialista più adatto.

Il valore della rete non è avere dei nomi: è sapere quando e perché coinvolgerli.

Cosa succede davvero

La prima visita non è una seduta standard. È il momento in cui mettiamo ordine e capiamo da dove partire.

La sequenza può cambiare da caso a caso, ma la logica resta questa.

1

Storia e obiettivo

Ricostruiamo quando è iniziato il problema, cosa lo peggiora o lo allevia, cosa hai già provato e, soprattutto, cosa oggi non riesci più a fare come vorresti.

2

Valutazione e punto di partenza

Scelgo movimenti, attività o test da usare come riferimento. Integro la valutazione clinico-funzionale e, quando indicato, lo screening neurologico.

3

Trattamento, se appropriato

Se il quadro lo consente, posso utilizzare terapia manuale, manipolazioni, esercizio o modifiche del carico. Non esiste una tecnica obbligatoria.

4

Verifica

Ricontrollo i parametri più utili per capire se la risposta ottenuta ci dà indicazioni sul passo successivo.

5

Una direzione chiara

Definiamo cosa monitorare, cosa puoi fare, quali carichi eventualmente modificare e se ha senso proseguire in fisioterapia o approfondire in un’altra direzione.

Se hai già documentazione: porta referti, RM/TAC, radiografie e visite specialistiche pertinenti. Non è necessario ripetere esami solo per venire a valutazione.
Esperienze dei pazienti

Nelle recensioni non mi interessa leggere parole come “miracolo” o “guarito”.

Mi interessano accuratezza, chiarezza, professionalità, onestà e ascolto, perché descrivono il modo in cui voglio lavorare.

★★★★★

“Dalla prima visita ho notato competenza, professionalità ed empatia. [...] se non c’è bisogno di ulteriori terapie, non prende in giro le persone.”

A.L.

★★★★★

“Mi sono sentita ascoltata e seguita con grande attenzione. Spiega ogni passaggio in modo chiaro.”

N.M.I.

★★★★★

“Attenzione meticolosa nella visita: rassicurante e attento ai particolari, mette il paziente nelle condizioni di capire e collaborare.”

V.M.

★★★★★

“Visita molto accurata e trattamento mirato. Grande professionalità e disponibilità.”

B.B.

Le recensioni descrivono esperienze personali e non costituiscono garanzia di risultato. Risultati e tempi variano in base al caso.

Prima di prenotare

Non devi convincerti. Devi capire se questo modo di lavorare fa per te.

Questo approccio può fare per te se…

  • Vuoi capire meglio il problema prima di inseguire un’altra tecnica.
  • Hai lombalgia, cervicalgia, sciatalgia o un problema della colonna che tende a ripresentarsi.
  • Hai un referto e vuoi inserirlo in una valutazione più ampia.
  • Accetti che terapia manuale e manipolazioni siano strumenti, non soluzioni universali.
  • Se necessario, sei disposto a modificare temporaneamente carichi, abitudini o allenamento.

Probabilmente non è quello che cerchi se…

  • Cerchi la promessa che una singola seduta risolva tutto.
  • Vuoi una manipolazione a prescindere da ciò che emerge dalla valutazione.
  • Non vuoi partecipare attivamente quando serve modificare il carico o fare esercizio.
  • Preferisci continuare lo stesso trattamento anche quando la rivalutazione non mostra un motivo per farlo.
  • Cerchi una risposta definitiva basata soltanto sul referto.
Dove ricevo

Scegli la sede più comoda e verifica le disponibilità su InBuoneMani.

La pagina di prenotazione è unica: dopo aver cliccato potrai scegliere la sede e l’orario disponibile.

Piedimonte San GermanoFrosinonePrenota
Prima visita80 €
Trattamento successivo60 €

Eventuali differenze organizzative o di tariffa tra le sedi vengono comunicate prima della prenotazione.

Domande frequenti

Le domande che ricevo più spesso prima della prima visita.

Ho già una risonanza o una TAC. Devo portarla?

Sì. Se hai referti, immagini o documentazione di visite specialistiche, porta tutto con te. Li valuteremo insieme alla storia clinica e alla valutazione funzionale.

Ho un’ernia importante. Ha senso fare una valutazione?

Può avere senso, ma dipende dal quadro clinico. Se emergono elementi che richiedono un approfondimento specialistico, la priorità sarà approfondire prima di trattare.

Le manipolazioni sono obbligatorie?

No. Sono uno degli strumenti possibili e vengono utilizzate solo quando sono appropriate, in assenza di controindicazioni e con il consenso del paziente.

Ho paura delle manipolazioni. Posso comunque prenotare?

Certamente. La valutazione non obbliga a utilizzare una tecnica specifica. Valutiamo insieme le alternative più adatte al caso.

Quante sedute servono?

Non esiste un numero valido per tutti. Dipende dal quadro, dagli obiettivi e dalla risposta ai primi interventi. Preferisco rivalutare nel tempo l’utilità del percorso piuttosto che stabilire a priori un numero standard.

Posso continuare ad allenarmi?

Spesso sì, ma dipende dal tipo di attività, dal carico e dal quadro clinico. Se necessario, definiamo criteri pratici per modificare temporaneamente volume, intensità o esercizi.

Devo avere già una diagnosi medica?

Non necessariamente. Puoi iniziare da una valutazione fisioterapica; se durante l’inquadramento emergono elementi che richiedono un approfondimento medico, ti indicherò il passo più appropriato.

Quanto costa?

La prima visita costa 80 € e i trattamenti successivi 60 €. Eventuali differenze specifiche tra le sedi vengono comunicate prima della prenotazione.

Come prenoto?

Clicca su uno dei pulsanti di prenotazione. Si aprirà la mia pagina InBuoneMani, dove potrai scegliere la sede e verificare le disponibilità.

Se sei arrivato fin qui

Se hai già provato molto, non ti serve una promessa in più.

Ti serve un punto fermo: una valutazione che metta in ordine ciò che sappiamo, chiarisca ciò che manca e definisca quale passo abbia più senso fare dopo.

Non posso prometterti in anticipo quale sarà il risultato. Posso però dirti come lavoro: raccolgo le informazioni che servono, scelgo che cosa ha senso testare, intervengo quando è indicato e poi ricontrollo.

“Che cosa sta succedendo nel mio caso e qual è il prossimo passo sensato?”

È da qui che comincia il mio lavoro.

La valutazione fisioterapica non sostituisce la visita medica quando questa è indicata. I contenuti della pagina hanno finalità informativa e non costituiscono promessa o garanzia di risultato.